Mah, sarà perchè oggi non ho altro da fare a lavoro se non aspettare. E per una serie incredibile di azioni, una conseguente all’altra, ho finito con il trasccorrere la mattinata a fare “pulizie”: a togliere le ragnatele dalla gestione dei miei siti.
Mica ho solo questo blog… ma andiamo con ordine.
Tutto inizia da una e-mail di spam. Anzi, di phishing. Come sempre, sono curioso di vedere dove punti realmente la URL che dovrei cliccare, e in questo caso si tratta di una pagina nascosta in un sito gestito da altervista.org. Ganzo, anche io un tempo ero registrato ad altervista! Vado un po’ a vedere la home, perchè mi balena l’idea che forse potrei registrarmi e avere a disposizione un po’ di spazio statico per ospitare contenuti “cached” dei miei siti. Piccoli trucchi del mestiere… Ma andiamo oltre. Sulla home, ho visto che era possibile installare su altervista alcune famose piattaforme per siti web in PHP.
Ganzo! Anche altervista non limita più al solo HTML, come quando iniziai a fare roba web!
Tra quelle applicazioni ne vedo una… maledetti… che promette bene: zenPHOTO.
Vado a curiosare, e dopo 5 minuti la scarico: è perfetta per il mio fotoblog che langue da mesi perchè non riesco a configurare per bene WordPress e a fargli fare quello che dico io.
Già che ci sono, vado a scaricare la nuova versione di WordPress, tanto per aggiornare il motore su cui gira questo Blog.
Poi, vado sul pannello di controllo del mio provider perchè ho bisogno di vedere se posso configurare alcune cose necessarie al zenPHOTO e al nuovo WordPress.
E là mi ricordo una cosa: Ganzo, ho delle caselle email @capitanharlock.com!
Fammi andare a vedere un po’ se c’è qualche e-mail, e soprattutto… se qualcuno si ricorda ancora che ho un sito dedicato a Capitan Harlock che, nonostante sia infestato da ragnatele da più di 4 anni, esiste ancora.
Bene, mi vergogno di me stesso: nonostante il sito sia a tutti gli effetti morto, ho un bel po’ di gente che mi ha scritto negli ultimi tre anni a cui non ho mai risposto.
Ganzo, sono proprio un pezzo di m***a!
Decido di salvare la faccia in qualche maniera, e faccio una mail generale di risposta un po’ a tutti, dicendo che non posso promettere un sito nuovo né in tempi brevi e, forse, neanche in tempi medi.
Mi sento piccolo piccolo dalla vergogna. Sia per questo blog, su cui vorrei scrivere ma poi, alla fine, non lo faccio quasi mai. E soprattutto, per il sito di Harlock: c’è ancora una ristretta cerchia di persone che non riesce a trovare soddisfazione nei siti commerciali, nei blog fatti solo per raccogliere pubblicità e nei social network. O in Wikipedia. Che ha bisogno di un sito dedicato come si facevano una volta, monotematico ma completo di tutte le informazioni di cui ha bisogno. Magari senza gli effetti speciali ultra-tecnologici del web 2.0, ma fatto di sostanza e, magari, scritto in un italiano decente.
Quel web perso, che da una decina d’anni tende a scomparire e si riempie solo di ragnatele.
Ricordate quelle squallide “pagine personali” fatte solo in HTML con i più improbabili accostamenti grafici e pesanti da caricare? Quelle che hanno iniziato un po’ a languire già con l’avvento delle piattaforme di blogging, con i loro temi e plugin. Quelle che si facevano con Frontpage (per chi si installava Office 97 / 2000 piratato) o addirittura con Word o PowerPoint (idem, come prima); chi usava WordPress era già sofisticato, o “professionale”. Ricordate quel web fatto di motori di ricerca che ti portavano alla pagina un po’ più completa, e non a quella meglio pubblicizzata? Ricordate, insomma, il web 1.0?
E’ un po’ come se una enorme stanza fosse stata riempita di vecchi bauli contenenti vecchie riviste, si fosse accumulata tanta di quella polvere da farti desistere nell’aprire i suddetti bauli anche solo per curiosare. Troppo peso e troppa fatica, soprattutto perchè ci sono altre stanze più attraenti e nelle quali sembra che siamo quasi obbligati ad entrare, visto che sono le prime a presentarcisi davanti; e noi, pigri e scarsamente curiosi, ci accontentiamo di quello che troviamo in queste stanze arredate in stile moderno: tanta apparenza, pochissima sostanza, un sacco di pubblicità.
Non solo.
Agli albori degli SMS si era quasi obbligati all’uso di un linguaggio breve perchè nei 160 caratteri a disposizione si voleva (o doveva) condensare di tutto un po’ e le abbreviazioni tornavano utili. Ma questa tendenza ha contagiato parecchio il modo di scrivere nel web: basta vedere come scrivono nei vari forum, social network e nei microblog.
Microblog: ormai avere un blog e scrivere quanto sto scrivendo oggi è anacronistico. Figuriamoci avere un sito come quello su Capitan Harlock, personaggio vetusto già di per sé; è roba da nostalgici.
Come quelli che vogliono comprare l’Amiga 1200 originale, per giocare con i giochi di una volta.
Mi sento un vecchietto, e come tale sto anche divagando…
Cosa volevo dire? Oltre che riempire di bytes un blog che è fermo da Aprile, nonostante i buoni propositi che ciclicamente faccio e puntualmente disattengo, volevo riflettere sulle ragnatele.
Quelle che infestano il mio blog, il mio sito dedicato ad Harlock e, in generale, un vecchio World Wide Web che sembra destinato a sparire.
Che sia il senso di colpa verso quelle persone a cui oggi ho scritto, verso me stesso, oppure la voglia di tenere accesa una fiammella che, in qualche maniera, ricordi a qualcuno che esiste ancora chi ha voglia di comunicare per bene, condividere conoscenza, e sentirsi un pochino indipendente da questa moderna voglia di comunicazione rapida e a tutti i costi… se siano questi i veri motivi per cui oggi faccio l’ennesimo buon proposito (che verrà disatteso?), o se ce ne siano altri, non lo so.
Ma una cosa è certa: questo post sembra la “seconda parte” di quello che ho scritto ad aprile, e forse vuol dire che nella mia testolina bacata una qualche specie di “ideale” è rimasto vivo.
Bene. Meglio così.
17 August 2011 by Rob
Le ragnatele
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