Tornare a casa, dopo una noiosa (letteralmente) giornata di lavoro, e mentre sei alla guida, nel traffico di Roma che impazzisce anche solo per due goccie di pioggia, ti arriva una telefonata da una persona che hai voglia di sentire, la cui compagnia è piacevole.
E, anche se sai che c’è un’altra persona che ti squilla in continuazione e che potrebbe trovare il telefono occupato, non stai li troppo a pensarci. Sebbene questa seconda persona è una persona a cui tieni ancora di più. Verso cui l’affetto è un po’… più profondo, diciamo così. E, soprattutto, ogni volta che ti squilla o ti manda un messaggio, guardi il suo nome sul telefono e sorridi pensando a lei. Sei tornato ragazzino, lo sai, te ne rendi conto: solo i ragazzini danno una attenzione così maniacale a queste cose.
Eppure non te ne importa nulla. Se questo è l’unico modo per avere un costante contatto mentale con lei, ben venga. Anzi, forse i ragazzini non sono mica tanto stupidi.
Vai avanti a conversare, e senti che ti arrivano dei messaggi, e pensi: "E’ lei che mi cerca". E sorridi.
Poi finisce la telefonata, e comunque la cosa ti ha fatto piacere, per cui stai per rincasare con il cuore un po’ alleggerito dopo la paranoia del lavoro.
Tuttavia…
Vedi che hai un messaggio in segreteria.
Lei.
Si, in cuor tuo pensi che non può essere altri che lei. Più che altro lo speri. Lo desideri.
Vorresti che la vocetta registrata della tua segreteria durasse il meno possibile, e poi arriva finalmente il messaggio.
E’ Lei che ti sta cantando "Thinking of you" (di Lenny Kravitz).
I am thinking of you.
Sto pensando a te.
E rientri a casa con un sorriso che credevi aver dimenticato di possedere.
18 January 2006 by Rob
Thinking of you
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