Il chitarrista Solitario
Scritto da Rob
il 12/2/2006 alle 10:44
motivo: il mondo


Permalink



Gli ultimi sette post:

  • Lezioni di ita(g)liano
  • Don’t let me be misunderstood
  • Il cambiamento è arrivato…
  • The Question Is
  • Forse domani…
  • Cosa voglio dalla Musica?
  • Ora si…
  • Venerdi altra prova con la band, orfani però di Gioia, al basso, a causa del "male di stagione": L’influenza!
    Però, non posso fare altro che confermare le belle sensazioni che ho provato sin dall’inizio, sin dalla primissima prova…. suoniamo bene, e quasto non significa affatto che siamo dei "fenomeni" sugli strumenti reciproci; ma significa che insieme tiriamo fuori qualcosa di molto, molto bello….
    Comunque. Venerdi è finita male per me… anzi, per la mia Janis. Eh, già… perchè per qualche assurdo motivo ad un certo punto si è "ammutolita" e la sua voce rabbiosa e potente è diventata un sussurro lontano… Fortunatamente, ho risparmiato le orecchie dei compagni di ventura, evitando di lasciarmi andare a sproloqui indegni di cotal contesto (si vede che ho letto lo Zingarelli ieri sera? :p), e ho tenuto il dolore dentro di me.
    Appuntamento al giorno dopo nel negozio dove ho comprato la bimba, e subito dopo… a pranzo con Lele.
    Arrivo la, come sempre in ANTICIPO rispetto all’orario che mi sono prefissato.
    Mai puntuale, io. O in anticipo, o in ritardo, ma MAI puntuale!
    Comunque. Entro nel negozio, e comincio a spiegare il problema.
    La signora, moglie del proprietario, mi spiega che non è certa della garanzia sullo strumento ("ahi, qua sono dolori!"), e che avrebbe chiamato per saperne di più. Bene. Durante la telefonata, vado nella saletta e comincio a vedere qualche chitarra acustica. Non ce n’erano tantissime, a dire il vero…. però, una occhiata non costava niente. Finita la telefonata, mi dice che aspettava una risposta, ma che mi avrebbe chiamato per confermare se era tutto ok.
    Azz. La mazzata si prospettava sempre più pesante. Eppure, io SAPEVO qual’era il problema, il Jack di ingresso che "ballava", ma non volevo smontare per non perdere una eventuale "garanzia".
    Oddio, a quel punto… visto come si mettevano le cose, la garanzia pareva sempre più una parola che un concetto reale, qualcosa di scontato che, dopo, scopri essere inesistente.
    Ma ormai ero in ballo. E, eventualmente, avrei declinato l’invito a lasciare la bimba in assistenza: l’avrebbero tenuta almeno un mese! e come facevo a stare un mese senza la mia bimba?
    Vabeh, giriamo la questione: chiedo di provare una chitarra acustica, e nel frattempo arriva il marito, proprietario del negozietto.
    Gli spiego le esigenze, ma mi sa che non aveva tanto capito…. mi mostra una bella Grand Concert della Yamaha (che io, in effetti, preferirei evitare come marca di acustiche perchè suonano…. finte). La provo, e ne rimango positivamente colpito. Il suono non è malaccio… un po’ "plasticoso", e tipicamente finto…… margini di miglioramento ce ne potrebbero anche essere, ma a quel prezzo ci compro una Cort o una Takamine che suonano mille volte meglio, hanno finiture più belle e soprattutto: capotasto e selletta del ponte in osso e non in plasticaccia come la Yamaha.
    Poi una Fender Dreadnought. E giu a dirgli che la Dread ce l’ho già, e che cercavo una acustica da concerto/fingerstyle (ehehe, progetto acustico di cui poi parlerò!), ma… voleva farmela provare a tutti i costi! E, vabeh… proviamola :D.
    Niente, faceva SEMPLICEMENTE SCHIFO: il manico non "scorreva", sugli slides le dita si inceppavano, gli accordi si impastavano tutti…. insomma, schifo più totale. Solo un dettaglio mi piaceva: l’amplificatore non era, come al solito, sulla fascia superiore, ma era in basso e includeva l’attaccatura del jack. Non male come idea, ma scomodo da regolare perchè bisogna azionare le manopoline alla cieca e ci vogliono le dita di un bimbo.
    Nel frattempo, la moglie gli spiega il mio problema. Tiriamo fuori Janis, e stringiamo il bullone esterno della placchetta. Collegata all’ampli… ritorna la "botta" che mi ha fatto innamorare del suo suono. Janis era guarita :D.
    Poi, torniamo alle acustiche. A tutti i costi, mi fa provare una classica Yamaha.
    Già, io di classiche ne ho due….. una bellissima Camps ora a riposo, ed una Ibanez che, amplificata, suona, ma da "spenta"… rimane tale. Vabeh, comunque…. anche questa Yamaha classica mi faceva semplicemente schifo da spenta. E poi, l’estetica… troppo "giallognola" come legni.
    Però si suonava che era un piacere, le dita andavano e venivano su quella tastierona in ebano…. e amplificata, poi, non faceva così schifo.
    Ma… niente, io cercavo tutta un’altra chitarra (Acustica steel-strings, con un body "Grand Auditorium", scalatura corta e, se possibile, preamplificata).
    Nel frattempo, entra uno. E qua veniamo al piatto forte della giornata… Della serie: è vero che nel mondo della musica si fanno molti incontri, ma questo….
    Gli cedo la classica che stavo provando, e nel frattempo, per non uscirmene a mani vuote, compro una muta di corde per Janis (che, in ogni caso, fa sempre bene averne una…) e un paio di plettri Fender Heavey che, come al solito, non userò mai.
    Questo chitarrista non suonava affatto male. Bel tocco, e soprattutto… bel tocco appoggiato! Una utopia che non ho mai voluto raggiungere perchè non mi ha mai attratto il suono "secco" in stile flamenco ma il suono dolce/frizzante stile ‘700 (la chitarra Classica, insomma….).
    Però, questo tizio suonava bene, e si era innamorato di quella Yamaha. Infatti, ha lasciato un acconto e l’avrebbe presa nel pomeriggio (nota: quel negozioa sarà pure un buco e dall’aspetto…. di botteguccia. Ma ca**o, quanto vende!!!).
    Vabeh, mi ritiro e vado a trovare Lele, aspettando che finisca di lavorare e dandogli la lieta notizia.
    Tra parentesi, incontro fuori dal negozio una amica sua che era venuta a vederci alle prove, e ci prendiamo un caffè insieme.
    Un caffè è sempre gradito :).
    Lele stacca da lavoro, e mentre andavamo verso la mia macchina (il solito parcheggio irregolare… e che ci devo fare?), vediamo un chitarrista di spalle.
    No, era lui! Lo stesso di prima… che stava suonando un’altra chitarra, sempre classica.
    Ci si ferma a parlare, e mi chiede di suonare… Per l’ennesima volta, accenno "Lunar Eclipse" di Laurence Juber (Vabeh, la prima parte è facile e la so fare più o meno…).
    Poi si mette a suonare lui, mentre parliamo di musica e della band.
    Gli squila il cellulare.
    E qua il piatto forte….. perchè la voce del tizio era a volume da mercato del pesce, passava un bel po’ di gente, e da quello che diceva… non sapevamo più dove nascondere la faccia io e Lele.
    "Senti, ti devo portare a vedere una chitarra qua a ’sto negozio"
    "No, quella te la da… si, te la porti a letto, te la scopi"
    "Embhe? C’ha la sua età ma è ancora una bella donna!"
    "Ecchettefrega si è sposata??" (qua capiamo che si riferisce alla moglie del proprietario del negozio!)
    "No, a me no… me piacciono solo ‘e pischelle!"
    "< frase irriferibile per decenza > " (:p)
    "No, stavo qua a parla’ co du’ pischelli che suonano rock… si, si.."
    E poi si mette a parlare con il tizio al telefono di alcuni brani che voleva provare.
    Questo è un personaggio uscito dritto dritto da un film di Carlo Verdone!
    Ora, finalmente, ho capito il senso della frase di Verdone quando dice che i suoi personaggi vengono tutti dalla strada… non è una frase fatta, confezionata a bella posta per le interviste. E’ un dato di fatto, e Carlo non ci prende in giro: i suoi personaggi sono questi, sono questa faccia di Roma  che lui ha trasposto fedelmente in film come "Un sacco bello", "Borotalco", "Troppo Forte"… I personaggi come "Mimmo" o come il pizzicarolo interpretato da Mario Brega… esistono davvero, non sono maschere teatrali inventate da un bravo regista.
    Lele, di straforo, è riuscita a fargli delle foto con il telefono.
    Le pubblico, nella speranza che il diretto interessato non si offenda.
    Se mai lo incontrerò di nuovo, non so come riuscirò a trattenere una risata ripensando a quel momento in cui, dal vivo, assitevo alla scena di un film di Carlo Verdone.
    Mai girata e mai vista al cinema, ma pur sempre… una scena di un suo film :).
    Chitarrista solitario 1

    Chitarrista Solitario 2

    1 Comment

    • At 2006.02.12 13:31, TJ_EDDOING37_ said:

      MMMMMMMMMAAAAAAAAAMMA MIAAAAAAAAAAA!!!!!!

      (Required)
      (Required, will not be published)

      Ho scritto di recente

      Lezioni di ita(g)liano, Don’t let me be misunderstood, Il cambiamento è arrivato…, The Question Is, Forse domani…, Cosa voglio dalla Musica?, Ora si…, Basso, Vengo… no, non vengo…, Pagine vuote., Throw away your computer…, Mi sento in vena di oroscopi…, Roma…, The Way it is, Faccio cose… vedo gente…, Vinicio Capossela, E’ come la pioggia che finalmente arriva…, … E’ come immaginare mille foto…, … E’ come andare sulla Luna…, E’ come un Accordo…, E’ come un suono, E’ come vento che soffia, Ma non c’è niente di particolare…, Mai a cena a Roma…, MilleNovecentoNovantUno…, Il primo cerchio, Manca solo la banda…, Settimana della musica, Alba a sud ovest, Napoleone a Waterloo,

      archivio:

    • November 2008 (4)
    • October 2008 (6)
    • September 2008 (4)
    • August 2008 (2)
    • July 2008 (12)
    • June 2008 (9)
    • May 2008 (9)
    • April 2008 (5)
    • March 2008 (10)
    • February 2008 (11)
    • January 2008 (9)
    • December 2007 (13)
    • November 2007 (20)
    • October 2007 (25)
    • September 2007 (16)
    • August 2007 (14)
    • July 2007 (13)
    • June 2007 (10)
    • May 2007 (9)
    • April 2007 (8)
    • March 2007 (10)
    • February 2007 (9)
    • January 2007 (16)
    • December 2006 (11)
    • November 2006 (4)
    • October 2006 (5)
    • September 2006 (4)
    • July 2006 (2)
    • June 2006 (7)
    • May 2006 (5)
    • April 2006 (2)
    • March 2006 (1)
    • February 2006 (1)
    • January 2006 (5)
    • December 2005 (2)
    • Musica



      Licenza musica

      This text will be replaced by the flash music player.

      Dissero

      ¡El para¡so no es un lugar en donde se desea para ser ido, solamente una condición para vivir!

      "Noi tutti nasciamo con l'equipaggiamento adatto per vivere mille tipi di vita, ma finiamo con l'averne vissuta una sola."
      (Clifford Geertz)

      [mio fratello è figlio unico] perche' e convinto che nell'amaro benedettino non sta' il segreto della felicita', perche' e' convinto che anche chi non legge Freud puo' vivere cent'anni
      (Rino Gaetano)

      "Un cretino è un cretino, due cretini sono due cretini, ma diecimila cretini sono una forza storica" (Longanesi)

      "Il pubblico è quell'insondabile atto finale della creazione artistica" (Giovanni Allevi)

      "Mi sono innamorato del pianoforte perchè un pianoforte ha sempre una casa. Un pianoforte abbandonato è... un pianoforte senza tetto. Questo non succede con le chitarre..." (Vinicio Capossela)

      scrissero