Avrei dovuto scriverlo ieri, ma non c’è stato verso: sono rimasto a casa cinque minuti, il tempo di posare la borsa e prendere l’olio da mettere nel motorino, poi volo verso il negozio della mia amica, verso il negozio dove lavora TJ, e subito dopo di nuovo al negozio della mia amica. Praticamente, se uno torna a casa alle 22.00 dopo essersi alzato alle 5.00 del mattino, e soprattutto dopo NON aver riposato nel week-end, beh… voglio proprio vedere chi ha la forza di alzare un mignolo e mettersi a scrivere sul blog
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Tra l’altro, la partita di ieri me la sono persa, ma non è che mi sto rotolando per terra dalla disperazione per questo.
Però domenica ho scoperto che c’è uno sport che prima consideravo stupido perchè da ignorante quale sono non capivo, e che invece adesso mi sta appassionando sempre di più: il softball, ovvero il baseball femminile. Di riflesso, credo, mi piace anche il baseball… perchè, ora che ho capito come funziona, ho anche scoperto che le regole sono le stesse.
Siamo andati fino a Nettuno, e per andarci abbiamo preso la mitica Ka della mia amica…. lei non se la sentiva di guidare, ed io non le ho detto che a mia volta non me la sentivo. Dovevo ancora superare lo shock dell’incidente, e grazie a questa trasferta per seguire la Softball Lazio l’ho superato: mi sono ritrovato a guidare senza rendermene conto, e non tremavano le mani.
Bene.
Ho scoperto che, in fondo, gli shock si superano senza pensarci: se uno si mette d’impegno a superarlo, se ci pensa in continuazione, non riesce mai a rimuovere quel blocco che ti impedisce di fare qualcosa che, prima, era più che normale. Se, invece, si torna a fare questa cosa in maniera più che naturale, senza pensarci… la si fa.
E’ un po’ contorto come post, ma perdonate l’assenza di caffeina nel mio cervello….. magari se scrivessi più tardi queste stesse cose userei una forma migliore….. ma spero di essermi capito da solo, per prima cosa
13 June 2006 by Rob
Ka e Softball
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