Ieri sera mi sono ritrovato a casa senza neanche sapere come avessi fatto.
Guidare il motorino da Primavalle a Nuovo Salario evitando la tangenziale (per chi non è di Roma: circa 20 Km di tragitto) è diventato un gesto meccanico.
Abitudine.
Ricordo il tragitto come una specie di sogno, e ricordo soprattutto che avevo lo sguardo annebbiato, come se piovesse e non riuscissi a vedere bene dal parabrezza.
Eppure non pioveva.
Forse perchè un’ora prima lei, con i suoi occhi, mi ha detto chiaro e tondo che non c’è niente tra noi e che non ci sarà in futuro.
Con calma, con un sorriso, e perfino con un abbraccio.
Non vedevo bene, e il motorino non riusciva a tenere bene la strada.
Eppure non pioveva.
Forse perchè questa situazione, che sa troppo di dejavu’, comincia a pesarmi.
Forse perchè in queste occasioni mi ritorna prepotentemente il pensiero che la mia solitudine è inevitabile.
Arrivato a casa avevo le guancie bagnate.
Eppure non pioveva.
Rob