(This blog was Wireless Industrial Puppet)
26 March 2007 by Rob

Rigurgiti Ormonali

Venerdi 23 marzo, intorno ale 17.00.
Avevo appuntamento con Silvano alla stazione Metro A "Battistini" per andare poi a suonare.
Gia’, alla metro… perchè giovedi sera il mio motorino, essendosi sfasciato, ha dovuto compiere l’ultimo viaggio ritirandosi definitivamente dalle strade, e ora sono appiedato. Per fortuna, nessuna conseguenza.
Sovrappensiero per la serata live, che già partiva da premesse non buone (niente prove, e un compenso ridotto all’osso), non ricordavo, non immaginavo, non supponevo, non fantasticavo che…
Che alla metro A "Battistini" stessero facendo il "contatto stradale". Loro, stessero facendo.
Loro. Quelli dell’associazione che ho lasciato a gennaio.
Si, Loro.
Salendo le scale che portano all’uscita della metro, vedo il banchetto coperto dalla tovaglia arancione che ben conoscevo.
C’era Lei.
Si, Lei… la stessa persona dagli occhi dolci per cui ero completamente andato di testa.
Non faccio neanche in tempo a formulare il pensiero di tirare dritto facendo finta di niente, che lei si gira e ci guardiamo negli occhi per circa una trentina di secondi, senza riuscire a pronunciare neanche un ciao.
Lei appena mi ha visto ha sgranato gli occhi.
Io mi sono sentito mancare il terreno sotto i piedi.
Rompere il silenzio in cui eravamo piombati è stata dura. Avete presente quelle scene in cui ci sono solo due protagonisti, intorno una folla anonima, e nessuno dei due riesce a sentire alcun rumore eccetto il proprio cuore che batte pesantemente?
Ecco. Quelle scene la.
Poi ho recuperato lucidità, mi sono ricomposto, e ho risposto alle sue domande quasi a muso duro, come ho sempre avuto intenzione di fare non appena l’avessi incontrata.
Però, quei trenta secondi di mancamento, e quegli occhi sgranati che guardavano fissi nei miei e che mi mostravano tutto lo stupore di cui Lei era pervasa… mi hanno detto molto.
Questi sono rigurgiti ormonali, quando il cervello ha già detto addio a tutto cio’ che quella persona significava, ma il corpo ed il cuore non lo hanno capito e credono che tutto sia come prima.
Quando invece un "prima" non c’è mai stato, ma loro neanche lo sanno…

Rob

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