il 24/7/2007 alle 07:24
motivo: il mondo, mio
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Salgo in macchina, stamattina, con il solito ritardo fisiologico, e inserisco il frontalino dello stereo. Gesto ormai diventato automatico.
La solita "Radio Capital". Per me possono anche non esistere le altre stazioni radio, credo… mi piace.
Betty Senatore parla di questa notizia nel suo "Caffe’ di Radio Capital":
Alan Kay e il laptop da 100 dollari
"La vera rivoluzione informatica"
PISA - La vera rivoluzione informatica? I computer da 100 dollari pensati per i bambini del terzo mondo. Ne è convinto l’americano Alan Kay, una delle menti più brillanti della storia dell’informatica. E se lo dice lui, che è uno dei padri dei computer di oggi, c’è da fidarsi.
Figlio della "grande onda californiana", cui appartengono anche Steve Jobs e Bill Gates, che reinventò il computer negli anni ‘70, fu l’inventore della programmazione a oggetti, delle interfacce grafiche e del concetto stesso di laptop. Oggi, l’Università di Pisa ha deciso di premiare il suo apporto alla scienza informatica conferendogli una laurea honoris causa. E nella sua "Lectio Magistralis" ha presentato al pubblico italiano un prototipo del laptop che ha pensato insieme a Negroponte, e ha spiegato perché la "la vera rivoluzione" passerà proprio per il progetto One Laptop Per Child.
…ed io parto con le riflessioni. La notizia completa la linko in fondo, intanto… dico la mia.
Punto primo: ma chi ha detto che i bambini poveri dell’Africa hanno davvero bisogno di imparare il computer?
Punto secondo: il signor Alan Kay ha la minima idea del reddito pro-capite dei paesi del terzo mondo? A stento riescono ad arrivare a fine mese con 20-25 dollari, e per comprare questo "computer ultra economico" devono indebitarsi più o meno allo steso livello di un italiano che compra casa in città come Roma o Milano.
Punto terzo: riallacciandomi al punto primo, chi ha detto che una civiltà informatizzata sia davvero migliore? O quantomeno auspicabile, visti i livelli preoccupanti dove siamo già arrivati noi?
Punto quarto: come Betty Senatore faceva notare, esiste un giro d’affari pazzesco che ha come unico scopo lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici causati dagli apparecchi tecnologici in disuso. Con la scusa di donare nuova vita ad un PC desueto rimettendolo in sesto e regalandolo ai poveri bambini dell’Africa, molte aziende specializzate ritirano l’usato informatico e lo "smaltiscono" a prezzi decisamente inferiori rispetto ad un corretto smantellamento. C’è un posto in Africa, non riesco a ricordarlo, dove ogni giorno arrivano e vengono scaricati a cielo aperto ben 50 container pieni zeppi di "usato tecnologico" (computer, telefoni, televisori e ammennicoli vari). Avete presente 50 container da 35 tonnellate di carico l’uno? 1750 tonnellate al giorno. Al giorno.
Altrettanto succede in Cina e, anche se non si sa, in troppe parti del cosiddetto "terzo mondo".
Ma la ciliegina sulla torta è questa: il laptop in oggetto è ecologico, perchè va a manovella!
Si, pare una presa in giro, invece è così. Perchè ha effettivamente una manovella che serve a ricaricare la batteria interna, evitando sprechi di energia nonchè favorendo l’attività fisica dei poveri bambini dell’Africa, casomai rischiassero di crescere obesi come i coetanei del mondo ricco.
E non basta: questa "oper pia" patrocinata da Alan Kay ha potuto prendere il largo solo adesso, con 4 anni di ritardo sui piani iniziali, perchè era necessario raggiungere una richiesta sufficiente, e si parla di 3 milioni e mezzo di esemplari già ordinati.
Per i poveri bimbi dell’Africa.
Ma vaffanculo! Anche a Bill Gates (non so come, ma secondo me c’entra), e quando ci vuole, ci vuole!
Alan Kay è una delle menti più brillanti del mondo dell’informatica. Ha inventato la programmazione ad oggetti (per chi è programmatore, sa di cosa parlo: è stata una vera rivoluzione). Ma elogiare questo progetto… no, mi spiace. Non posso assolutamente essere d’accordo, anche se magari il mio dissenso è sempre un po’… come dire… colorito.
Per quanto Alan Kay si riprenda nel finale ammettendo che questa potrebbe essere una scusa con la quale i paesi ricchi si metteranno a posto con la coscienza, io ci vedo troppi errori di fondo nell’idea di portare una "ventata di novità sociale" e non mi va che un indiscusso e rispettabile Alan Kay sia promotore, anche solo in veste di testimonial, di un simile progetto allucinante.
Torno su un punto, comunque: non sono ipocrita a tal punto da ripudiare la tecnologia informatica e le mille possibilità di comunicazione e scambio di idee che essa offre. Non voglio discriminare nessuno, il mio è un discorso molto più ampio: io auspico, e me lo auguro di cuore, che il cosiddetto "terzo mondo" (ma poi vorrei conoscere chi ha effettuato questa divisione quadripartita. Per dirgli quel che merita.) abbia una crescita economica. Ma sostenibile. E che non perda di vista l’immenso patrimonio umano di cui è dotato, forse perchè è ancora povero.
Auspico che arrivi loro prima l’acqua, la possibilità di avere più cibo, sanità, alfabetizzazione reale e… magari, in ultimo, anche quella informatica. Ma dopo, alla fine. Come una vera ciliegina sulla torta.
Spero che il computer per i bimbi dell’Africa di domani lo inventeranno i bimbi africani di oggi che crescono e studiano.
Utopia?
Infine, ringrazio Betty Senatore (che riascolterò domani mattina, almeno fino alle 7.00), anche se non lo sa, per avermi fatto riflettere su questa cosa. E qua sotto, il link dell’articolo completo:
Rob

Buona vacanza… e in bocca al lupo con il tuo bel blog. Ci rivediamo a settembre
Se ti va passa a trovarci sul numero di luglio/agosto… che puoi tranquillamente scaricare gratis sul computer…