(This blog was Wireless Industrial Puppet)
28 February 2008 by Rob

… un altro inizio…

Ieri sera mi sono spaccato l’unghia del medio della mano destra, ma ne è valsa la pena.
Avevo un suono, con il basso, che era… il suono di basso che amo ascoltare nei miei dischi preferiti.

Dopo la crisi di identità musicale sopraggiunta a ottobre, quando la cover-band nella quale ero felice di suonare mi ha letteralmente cacciato per inettitudine, ieri sera sono tornato a suonare in un gruppo e, soprattutto, mi sono sentito soddisfatto al 100% per come suonavo e per quello che suonavo.
Silvano mi ha invitato a partecipare al "progetto elettrico" per risuonare le sue canzoni con un vero gruppo e non soltanto in acustico, e mi ha invitato non come chitarrista ma come bassista.
Mi sarei dovuto sentire offeso?
Era un modo meno diretto per dire "come chitarrista vali ben poco, allora ti metti al basso perchè così ti si sente di meno"?
No, non da Silvano… Non da un Musicista, che capisce quanto sia importante il ruolo del basso in un ensemble musicale. Anzi, la proposta mi ha lusingato non poco, e quindi ho accettato di provare a vedere se la cosa funzionava.
Stando al risultato di ieri sera… la risposta è "si, funziona".
Funziona alla grande.

Il posto è bellissimo: una casa in campagna, sperduta e immersa nella tranquillità più totale.
Dove possiamo permetterci il lusso di suonare "Whole lotta love" o "Rock ‘n Roll" dei Led Zeppelin a mezzanotte (ieri sera mi sentivo John Paul Jones con quel suono …).
Silvano è Silvano… e anche con gli altri due musicisti mi sono sentito subito a mio agio. Musicalmente, e umanamente.
Ripeto, funziona alla grande.

Sono felice di essere tornato a suonare in gruppo.
Sono felice per quello che suoneremo, per questo progetto che mi coinvolge su canzoni che già mi piaceva suonare.
Sono entusiasta di poter suonare un po’ di più il basso, e di farlo al servizio della armonia generale di un gruppo, perchè è una bella valvola di sfogo e un suonare "fisico" che mi coinvolge in maniera viscerale.
Ma sopra ogni cosa, è il senso di soddisfazione che mi pervade oggi, come ieri sera.

Avevo bisogno di un rimprovero, e questo è arrivato.
Avevo bisogno di uno stimolo per reagire al nichilismo mentale, relativamente alla musica, nel quale mi ero rifugiato dopo l’amara delusione della "cacciata dal gruppo", e ancor di più dopo la triste figura di merda che ho fatto la sera del 26 ottobre, cantando senza essere capace a farlo.

Sei arrivata tu e mi hai dato quella scossa di cui avevo bisogno. Mi sei stata accanto e mi hai spronato.
Hai liberato la mia mente da paranoie inutili, facendomi capire che ne vale la pena.
E il mio ringraziamento è nelle note che ho suonato ieri sera.
Note sicure, vibranti di bellezza e di gioia.
E’ nella concentrazione che ho riposto nel mio suonare, che mi ha fatto andare a tempo e mi ha fatto suonare per quasi tutto il tempo senza grossi errori.
Il mio ringraziamento è nel sorriso che ha inondato la sala prove, ieri sera, e che ha coinvolto tutti quanti facendo sì che si creasse quella strana e misteriosa alchimia tra musicisti che si alimentano di passione per le vibrazioni di corde, pelli, delle pareti intorno a noi.
Quel sorriso che mi ha accompagnato a letto, e che ho voluto far arrivare a te, che attraversa tempo e distanze e, in un attimo, fa vibrare i nostri cuori in un battito.

Ogni nota vibrava di noi ieri sera.

R.

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