nuova scrivania
Scritto da Rob
il 30/4/2008 alle 09:33
motivo: mio
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    E che ho una nuova scrivania.
    Un nuovo “Open space”, ma questa volta è più all’italiana.
    Nuovi colleghi.
    Nuovo collegamento ad internet dall’ufficio (questa volta senza filtri).
    Nuovo incarico. Finalmente so cosa fare e ho un ruolo ben preciso.
    Nuovo orario, dalle 9.00 alle 18.00: niente più turni. E pausa pranzo che finalmente dura un’ora tonda, diversamente da quanto accadeva nel precedente lavoro
    Nuove abitudini, caffè alla macchinetta, vestirsi per bene e fare la barba tutti i giorni perchè non farò più “l’operaio”, parlare a bassa voce perchè questo “open space” è più educato. E posso sentirmi la radio in cuffia, finalmente. Ah, precisazione: non mi fa schifo fare l’operaio, ma detesto l’indeterminatezza che caratterizzava il mio precedente lavoro dove cinque minuti passavo i cavi sotto il pavimento e mi impolveravo, rischiando di farmi male e senza assicurazione, e subito dopo tutto sporco, mal vestito e sudato andavo a fare le riunioni con i responsabili, oppure risolvevo problemi di alto profilo tecnico. Ma cos’ero, operaio o tecnico? E’ questo che detesto…
    Nuove luci: soffuse, che non danno mal di testa. Lavoro organizzato meglio, niente confusione o approssimazioni.
    Allora, tutto nuovo… e oggi è il secondo giorno. La sensazione strana è che stamattina, arrivando qua, mi muovevo con sicurezza nel nuovo ambiente e sapevo dove andare a colpo sicuro. Salutando tutte le persone che ho incontrato ieri, ricordandomi il nome di tutti quanti.
    Mi è bastato un giorno, e questa nuova scrivania già sembra mia.

    Ho preso la giornata di ieri come una sfida, e il tuo incoraggiamento mi ha fatto sentire più fiducioso nonostante la giornata fosse iniziata male e sotto auspici tutt’altro che buoni.
    Grazie per essermi sempre accanto :)…

    R.

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