il 21/7/2008 alle 13:06
motivo: mio
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La guardavo ieri sera, e le ho affidato un bacio dolce da portare fino alla donna che amo, dall’altra parte del mondo…
La guardavo e non ricordavo che 39 anni fa l’uomo ci metteva piede per la prima volta; e non credo ai “complottisti”, io sono convinto al centopercento che l’uomo è sbarcato davvero sul nostro satellite. Peccato che tutto fosse opera degli ammericani, ma non importa…
L’uomo ha inseguito un sogno, e pur nella totale inadeguatezza dei mezzi è riuscito a renderlo possibile.
Una navicella di lamiera, transistor e valvole in orbita, un guscio di noce che sfidava il vuoto cosmico, che usciva dalla accogliente e rassicurante atmosfera per andare verso l’ignoto… un computer potente quanto un Commodore 64 bastava per fare i calcoli, mentre oggi un computer capace di miliardi di calcoli al secondo non è sufficiente a far girare i sistemi di casa Micro$oft. Qualcosa dev’essere andato storto nella storia dell’informatica, ma lasciamo perdere…
Mi vengono in mente due canzoni… la seconda delle quali parla di quell’avvenimento, anche se in realtà è dedicata ad Andy Kauffman.
Chi è? Meglio dire, chi era… e non mi dilungo molto, ma consiglio di vedere il bellissimo film di Milos Forman con Jim Carrey, Curtney Love, Danny DeVito e con la colonna sonora degli R.E.M. (Ar Iii Em…): “Man on the moon”.
La prima, invece, è quella che rende meglio l’idea romantica che ho di quel viaggio… fu un filone, questo delle canzoni tristi / malinconiche a tema fantascientifico, inaugurato da Bowie.
E questa canzone la considero eterna… chissà come, mi viene il magone pensando al Maggiore Tom che è seduto nella sua “lattina” a perdersi nell’infinito del cosmo…
R.
