il 27/7/2008 alle 15:53
motivo: mio
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Grigio come le nubi che si ammassano l’una con l’altra, che si radunano in un curioso rendéz-vous deciso all’ultimo momento.
Grigio come questa giornata interminabile, silenziosa, trascorsa totalmente a leggere un libro e a dimenticare per qualche ora i pensieri che si accavallano.
Grigio come l’aria carica di umidità che annebbiava la vista e rendeva più opachi e sonnolenti i miei gesti, il mio sguardo stesso.
Grigio… e poi improvvisamente si alza il vento, sento la pressione atmosferica scendere in picchiata come il vagone di una montagna russa cosmica, e sento l’aria caricarsi di quell’odore inconfondibile.
Il fragore del tuono.
Un lampo che fotografa divertito la mia faccia attonita.
E’ un attimo, e la pioggia è già pronta a scendere e a ripulire il grigiore.
Ogni goccia porta con se le minuscole particelle che offuscano l’aria, le bagna e le trascina via.
Di colpo i pensieri tornano lucidi.
Di colpo la vista si aguzza, e si perde nei contrasti forti e nei colori intensi che arrivano ai miei occhi senza ostacoli, attraversando l’aria pulita.
Di colpo sorrido e squarcio le nubi.
Sono il sole, sono il raggio di luce che attraversa tempo e spazio, che attraversa l’oceano e le montagne, che filtra attraverso le persiane e la tenda e si possa dolcemente sugli occhi della persona che amo per svegliarla con una carezza…
Non lascerò che la nebbia grigia offuschi per troppo tempo questo raggio di sole. E poi, c’è sempre la pioggia che finalmente arriva a pulire tutto quanto.
O forse sono lacrime, ma la differenza non è poi tanta…
R.
