il 20/7/2008 alle 19:20
motivo: mio
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E’ incredibile quante tracce di sè si lasciano nei pensieri delle persone con cui ci si puo’ scambiare qualche parola soltanto, magari sulle pagine virtuali di un sito di chitarromani o per lettere elettroniche in una corrispondenza a tratti rada ma, non per questo, meno intensa.
Quando passano mesi e mesi, e credi di essere diventato solo un nickname non più utilizzato su un sito, ecco che improvvisamente torno a sentire una persona che conosco da quasi 6 anni e a cui stavo per scrivere per fargli una domanda.
Un chitarrista che ama la chitarra acustica, che ama la bellezza dei suoni puri e le atmosfere intimiste di corde che fanno vibrare sottili tavole di legno e che mettono in moto l’aria ed il cuore.
Ma prima ancora di conoscerlo come chitarrista, Lauro l’ho conosciuto tramite l’altra nostra grande passione in comune: Capitan Harlock.
Poi ci siamo persi, e infine ritrovati per caso su Accordo.
Poi ho lascaito Accordo, ed è stato lui il primo a chiedermi il motivo del mio abbandono… e mi sento quasi in colpa per non avergli spiegato tutto subito.
Ma dai tunnel si esce, per fortuna, e ora che mi sento abbastanza in pace con la musica e ho riscoperto la bellezza che da essa deriva, e che è il motivo più importante per amarla, ho saputo trovre le parole per dirglielo, e per tornare a sentirci.
E, chissà, magari un giorno suoneremo assieme alla fine.
E le belle parole che mi ha scritto, parole che sapevo mi avrebbe saputo dire se solo avessi comunicato subito al mondo quello che fu il mio disagio ad Ottobre… parole dalle quali sono fuggito come uno stupido, chiudendomi nel mio silenzio ostinato e girando attorno a pensieri pericolosi.
La persona che più mi ama su questa terra e che io amo con tutto me stesso mi ha fatto uscire da questo tunnel tenendomi per mano e trascinandomi fuori con forza… ed ora ero pronto a sentirmi incoraggiato anche da tutto il resto del mondo. E sono felice che per primo sia arrivato questo mio amico che sento poco, ma non per questo lo considero meno amico.
La vita è davvero originale. E a volte puo’ essere come un accordo, un voicing in stile jazzistico che sembra tutt’altra cosa e suona incompleto, ma quando suona insieme ad un basso che lo accompagna nel giusto modo diventa un accordo compiuto e ricco di armonie e sfumature.
A te Lauro, e alla meravigliosa piega che sta prendendo la tua vita, dedico il mio sorriso e spero di poter suonare insieme a te un giorno e berci insieme un bicchiere di vino in tutta tranquillità. E ti ringrazio.
Goràm …
R.
