il 25/9/2008 alle 10:13
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DSC_0933 - Throw away your computer…, inserito originariamente da vernina.roberto.
Cosa c’è di sbagliato ad usare Windows? E cosa c’è di così complicato ad usare Linux? Perchè Macintosh è un mondo chiuso?
Vi parlerò di cosa ho passato per installare i due sistemi sullo stesso portatile. Tralascio Macintosh per ovvi motivi: non ce l’ho (ancora). E, premetto, non è certo una guida su come si fa a installare due sistemi operativi sullo stesso PC. E’ solo un raccontino tragicomico, come vedrete se avete pazienza di leggere.
(Attenzione, quello che sto per scrivere è ad alto contenuto informatico. I non-Nerd sono avvisati, anche se cercherò di essere meno tecnichese possibile. L’uso improprio delle informazioni riportate in questo articolo puo’ causare un desiderio irrefrenabile di gettare il proprio PC in discarica per tornare al foglio di carta e alla penna).
Installazione di Linux - Sfatiamo le leggende metropolitane…
Dopo aver installato Windows per la settima volta consecutiva (ma rimando alla parte successiva per dettagli su questa installazione), immediatamente passo all’installazione di Linux. Per questo portatile ho scelto di provare una distribuzione che prima non conoscevo, ma che mi ha conquistato immediatamente: Zenwalk Linux, nella versione Standard Edition 5.2. Tralascio i dettagli tecnici su cosa renda particolare (e a me particolarmente gradita) questa distribuzione e passo ai fatti concreti e pratici. L’installazione dura 10 minuti, ci sono solo pochi parametri da configurare. Non sono certo un neofita, ma obiettivamente parlando è una delle installazioni di Linux più semplici che io abbia mai visto, inferiore solo all’installazione di Ubuntu. Anche chi è a digiuno di informatica, in un’oretta circa (incluso il tempo per leggere un po’ di manuale) puo’ farcela a installare Zenwalk. Ma torniamo ai miei “dieci minuti”. Terminata l’installazione, c’è uno ed un solo riavvio da fare e, infine, ci troviamo nel nuovo sistema già configurato e pronto ad essere usato.
L’hardware funziona tutto, non c’è bisogno di installare drivers; questa è una fortuna, e la devo al fatto che questo portatile è molto standard e un po’ datato, per cui Linux riesce a supportare tutto cio’ che trova. Però, se per qualche motivo ci si trova dell’hardware che non viene configurato automaticamente, le cose si complicano in maniera drammatica anche per chi non è neofita, e questa evenienza rappresenta al 90% la causa dell’abbandono di Linux da parte di utenti medio-neofiti. O di sedicenti esperti.
Tuttavia, ripeto, io sono stato parecchio fortunato (o smaliziatamente accorto da controllare la tabella di compatibilità hardware del sistema prescelto, per essere sicuro che tutto funzionasse una volta installato) e il sistema era funzionante al 100% dopo il riavvio. Non solo.
C’erano tutti i programmi per navigare in internet, usare MSN, leggere la posta, fare grafica vettoriale, ritoccare foto, un paio di giochini passatempo, ascoltare musica e guardare DVD. L’unica cosa che ho dovuto aggiungere è una versione del programma “FastMobileModem 3″ scritta apposta per Linux, per consentirmi di navigare usando il cellulare UMTS della 3. Ancora una volta, premetto… non sono un neofita, e installare quel programma non è una procedura semplice. Però, per chi non è davvero esperto questa “complicazione” rappresenta il vero scoglio per un completo passaggio a Linux, ed è uno scoglio difficilissimo da superare e causa di enormi frustrazioni.
Insomma, la leggenda metropolitana che Linux è complicato da installare, che non supporta TUTTO l’hardware, che è difficile da usare e configurare è in parte vera e in parte falsa. L’installazione è stata semplificata parecchio negli ultimi anni (e anche prima non è che fosse molto complicata), la quantità di hardware supportati è cresciuta a dismisura, il plug & play delle periferiche (fotocamere, chiavette USB….) è efficace e la praticità d’uso è sicuramente meno macchinosa rispetto a Windows. Perfino l’installazione del nuovo software è parecchio migliorata (in direzione della semplicità) rispetto agli esordi, e ora consente di cercare e installare nuovo software con pochi click del mouse. Resta, come detto prima, una certa complicazione nella risoluzione dei problemi al sistema, quando si presentano… ma a mio avviso, anche Windows è complicato da “aggiustare”, e molto spesso si rinuncia a sistemarlo perchè non si capisce dove sia il problema, in favore di una soluzione più drastica: formattare e reinstallare il sistema. Appunto. In Linux, invece, è possibile risalire alla fonte del problema ed aggiustare dove c’è un guaio. Ed è sempre possibile trovare la disponibilità di gente esperta che ci dia una mano a districarci in un ambiente poco familiare e all’apparenza ostico.
Ma, tornando al racconto, alla fine il sistema (Zenwalk Linux 5.2 Standard edition) mi funzionava alla grande.
Era tempo di finire il lavoro su Windows, perchè purtroppo sono costretto ad usarlo per lavoro. Ma per i dettagli, continuate a leggere.
Installazione di Windows - L’odissea…
Mi rifiuto di concepire l’idea che esista Windows Vista, figuriamoci installarlo. Percio’, visto che il portatile è dotato di una licenza di Windows XP Professional SP2 (la famigerata “targhetta adesiva” che non si toglie neanche con la dinamite), mi mantengo sul sicuro. Ah, ma ho dimenticato una premessa fondamentale: sono stato costretto a reinstallare Windows perchè… non lo so. Era il 30 luglio, di giovedi’ sera. Stavo parlando con il mio amore che era dall’altra parte dell’oceano, e all’improvviso Windows si è piantato e non ha più voluto saperne di riavviarsi. La classica schermata blu ASSOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE. Gli inutili tentativi di Ripristino Automatico del Sistema. Nessuna possibilità di accedere ad un file di testo che spieghi DOVE si è verificato il problema e PERCHE’. Niente.
Allora, rassegnato, procedo alla frustrante attività di formattazione e reinstallazione di Windows. Fustrante perchè significa:
1. Reinstallare il sistema.
2. Reinstallare tutti i drivers.
3. Reinstallare tutto il software che uso.
4. Modificare l’orribile grafica di Windows.
5. Miodificare il desktop per renderlo più usabile, e non una semplice raccolta disordinata di icone.
6. Pregare in ginocchio di non passare la notte in piedi per fare tutto cio’.
7. Pregare in ginocchio che dopo una notte insonne, tutto funzioni e non si verifichino problemi durante una delle fasi qua descritte.
1. Formattare e reinstallare Windows. Dopo un quarto d’ora speso in attesa che carichi il programma di installazione di Windows XP, con l’interminabile e inutile lista di drivers caricati, arrivo ad una stringata ed odiosa schermata blu (che novità! Sembra quasi una profezia che annuncia l’inesorabile destino che porta alla schermata blu del crash irreversibile di sistema…) e con poche ed elementari operazioni, inizia l’odissea. Prima fase: copia tutti i files di installazione sul disco (perchè? Non possono rimanere sul CD?). Ci vogliono 10 minuti. E poi, si arriva al primo riavvio del sistema. Seconda fase: installazione dei files prima copiati. Ci vogliono SEMPRE 39 minuti su QUALSIASI computer. Ma, misurando il tempo, questa fase mi è durata… 1 ora e 10. Finita “l’installazione”: secondo riavvio. Terza fase: l’immissione del codice a venti(mila) cifre che rappresenta la licenza per il possesso di una copia di Windows. Poi verrà la famigerata “attivazione”, ma non anticipiamo i tempi. E successivamente, le prime configurazioni del “sistema” (data e ora, password di amministratore, opzionalmente la rete). Altra attesa per “configurazione hardware del sistema”: ma perchè farmi perdere tempo, se poi sarò costretto comunque a installare i drivers? Chiedimi SE VOGLIO farti provare a configurare da solo il sistema… Comunque, altri 30 minuti di attesa. E giungiamo al terzo riavvio.
Dopo un quarto d’ora in cui bisogna “Attendere… configurazione del sistema in corso”, si giunge alla “procedura guidata di configurazione”. Ancora? Si… bisogna aggiungere gli utenti, se si vuole si puo’ configurare la rete… Come? Non me l’avevi chiesto prima? E che rete ti configuro se ancora non mi hai riconosciuto la scheda di rete, o la scheda WI-FI? Soprassediamo… finisce l’ultima procedura guidata… e altri 5 minuti di attesa… quando finalmente compare IL DESKTOP DI WINDOWS!
Cinque minuti ancora… e mi viene chiesto se voglio visualizzare la “presentazione di Windows”. No, grazie. Però sono obbligato, pena quella noiosa finestrella in basso a destra che ti comparirà VITA NATURAL DURANTE. Ma, come se non bastasse, mi viene intimato di “Attivare la mia copia di Windows” via internet. E, aggiungo… sono trascorse 2 ore e 25 minuti da quando questo stillicidio è iniziato, ti prego… dammi tregua! Fammi configurare prima internet e tutto il resto, poi si pensa! Ah, meno male: ho BEN TRENTA GIORNI di tempo per attivare Windows. Basteranno? Oppure Windows andrà in crash prima, e dovrò ricominciare tutto da capo?
Mi prendo una pausa, e decido di installare Linux prima di continuare il lavoro per rendere usabile Windows.
… Torno a Windows dopo soli 45 minuti nei quali, sia ringraziato il cielo, ho ottenuto un sistema perfettamente funzionante e pronto all’uso. Parlo di Linux, ovviamente.
Senza considerare il tempo trascorso a installare Linux, dopo circa 2 ore e mezza sono ancora al punto 1.
Bene. Passiamo al prossimo…
2. Reinstallare tutti i drivers. Mi affido alla “casa madre” dal cui sito, preventivamente, avevo già scaricato tutti i drivers per il mio modello di portatile. Altra accortezza da utente smaliziato che sa già a cosa andrà incontro… e ottimo consiglio per i neofiti. Non c’è un ordine preciso con cui installare i drivers, ma il buonsenso suggerisce di partire dall’essenziale e andare avanti un passo alla volta. Tanto l’esperienza insegna che è meglio installare i drivers della casa madre anche per le periferiche precedentemente riconosciute da Windows.
Allora, cominciamo: Driver della scheda madre e del chipset. Riavvio.
Driver della scheda video. Riavvio.
Driver della shceda audio. Riavvio.
Driver della scheda ethernet. Riavvio.
Driver della scheda Wi-Fi. Riavvio.
Driver del touchpad. Riavvio.
Driver dei “Pulsanti speciali”. Riavvio.
Tempo trascorso: un’ora.
Mi alzo dalla sedia per mangiare qualcosa, visto che ho saltato la cena (in gergo si chiama “spaghettata di mezzanotte”, anche se ti fai solo un panino). Ho bisogno di energie, perchè vorrei arrivare alla fase 6. … ma dopo la “spaghettata”, rinuncio e mi lascio cullare dal sonno. Tanto, se mi serve fare qualcosa, ho già Linux che mi funziona…
3. Reinstallazione di tutti i software necessari. Questo portatile lo uso per lavoro e, non lo ribadirò mai abbastanza, sono obbligato a usare Windows: ci sono software di gestione specifici per l’azienda in cui lavoro, e ovviamente girano solo su Windows. E, ovviamente, sono obbligato a usare Microsoft Office perchè, altrimenti, le funzioni “speciali” incluse nei documenti che utilizziamo non sarebbero attive. E gia’ che ci sono, voglio navigare in internet, gestire la posta e fare grafica. Tra una cosa e l’altra, ho fatto il conto… devo reinstallare 25 programmi. Dei quali, 5 richiedono un riavvio. Eseguo questa operazione durante la mia giornata di lavoro… e una stima approssimativa mi dice che ci sono volute 6 ore per installare tutti i programmi necessari. Ah, senza contare che è pressochè obbligatorio installare un antivirus. Che non sia Norton, ovvio.
Rinuncio ai “fronzoli” per ora… le fasi 4 e 5 le farò il giorno dopo.
4. Modificare l’orribile aspetto di Windows. Scusate, alzi la mano chi preferisce quella orrida interfaccia blu plasticosa con le barre e i pulsanti enormi ad una più sobria “interfaccia classica”. O, comunique, chi non modifica quei colori accesi che sono, obiettivamente, un pugno nell’occhio. Forse solo lo sfondo predefinito si salva… però, se alzate la risoluzione a qualcosa di più di 1024 x 768, o se avete uno schermo 16:9 (come tutti i portatili, ormai), vedrete quello sfondo sgranarsi e deformarsi inesorabilmente. E veniamo al mio gusto personale: io ODIO e HO SEMPRE ODIATO la grafica di Windows. E poi, già mi irrita doverci lavorare, per cui… se proprio devo… che almeno la grafica diventi più gradevole. Perciò… tra trucchi e artifizi, e un paio di riavvii, dopo mezz’ora ho trasformato la grafica di Windows in un simil-Mac. Inclusa la famosa “Dock bar” in basso. Piccolo peccato veniale… Tuttavia, ho ancora l’odioso desktop di Windows, con le odiose icone sul desktop che deturpano la foto del mio amore che metto come sfondo ( *_* ), e soprattutto… l’odiosa barra con l’odioso pulsante “START”. E il processo “Explorer.exe” che regge in piedi questa odiosa e antiestetica baracca è quello che mi succhia più memoria. Perchè tenerlo in piedi, allora, se ci sono valide alternative?
5. Rendere USABILE il desktop di Windows. Ovvero, eliminare il processo Explorer.exe che crea la cosiddetta “shell di Windows” per sostituirlo con un’altra “shell” più veloce, affidabile e più pratica da usare. Detto, fatto riavviato e configurato: 10 minuti, e ho trasformato “Windows” in qualcosa di migliore.
Il punto 6. è stato completamente disatteso: ho passato quasi una notte in piedi e ho mi sono serviti altri 2 giorni per completare il lavoro… ma, inspiegabilmente, qualcosa è andato storto. Ed anche il punto 7. è stato disatteso… tuttavia, prima di scoprire che il problema del crash iniziale del 30 luglio era un danneggiamento fisico sul disco fisso (che poi ho sostituito), ho dovuto rifare la procedura di cui sopra altre 7 volte, portando a 14 il numero di formattazioni e reinstallazioni di Windows. E, ironia della sorte, ho dovuto usare Linux per scoprire quel danno… Ma, tralasciando il problema e andando all’osso, un dato appare chiaro:
- Per ottenere un sistema completamente funzionante in Linux ci vuole un’ora per scaricarlo, masterizzarlo, leggere nel frattempo la tabella di compatibilità hardware… e se tutto è compatibile, altri 45 minuti per installarlo. Altrimenti, se qualcosa non è compatibile, bisogna mettere in conto altro tempo per risolvere i problemi, e questa è un’incognita… ma se tutto va bene, si ha un sistema e tutto il corredo di programmi per usarlo da subito.
- Per ottenrere un sistema che forse funziona, utilizzando Windows, ci vogliono minimo 2-3 ore. E diversi giorni per aggiungere i programmi che consentono di usarlo.
Comunque, dopo questa odissea e dopo il cambio del disco fisso, per ora non ho ancora installato Linux. Voglio essere sicuro che tutto funzioni a dovere, che non sarò costretto a reinstallare ancora Windows e che posso fare la “fotocopia” (una immagine della partizione dove è installato, in gergo) del disco per poter fare un ripristino più sicuro in meno di un’ora. Ma c’è voluto un mese… sottolineo, un mese per venire a capo del problema. E la tentazione, forte, è stata quella di gettare tutto in una discarica, di sfasciare questo parallelepipedo nero in mille pezzi e di prendere carta e penna per scrivere quanto ho appena scritto.
Bah.
Tuttavia, siccome dall’uso di questo maledetto parallelepipedo nero ne deriva una certa sommetta che ogni mese mi viene accreditata sul conto in banca, e che mi consente di vivere… ho ritenuto giusto calmare i bollenti spiriti e continuare ad usarlo. Ma l’odio per Windows è aumentato a dismisura…
R.
(P.S. : la foto in testa all’articolo è mia :)… )
(P.P.S. : mi rendo conto che la mia popolarità di blogger scenderà a meno di zero dopo questo post. -.-’)
