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4 April 2008 by Rob

Goldrake, avanti!

Goldrake - Tux-Version

Accadde trent’anni fa. Era, appunto, il 4 aprile 1978 e RAI 2 (all’epoca “secondo canale”) mandava in onda un contenitore preserale per ragazzi intitolato “Buonasera con…” e condotto in quel periodo da Maria Giovanna Elmi.
E, in quella puntata, veniva proposto per la prima volta un nuovo tipo di cartone animato che si differenziava notevolmente dalle produzioni animate a cui si era abituati, cioe’ quelle della Walt Disney.
Il titolo era “Atlas UFO Robot”, e il titolo originale sarebbe “UFO Robo Grendaiza” o “Grendizer”, ma solo un ad un mangofilo puo’ importare: in Italia, tutti lo conoscono e lo amano come Goldrake.
Fu una vera e propria rivoluzione: grazie a questa messa in onda, la RAI conquistò una folta schiera di appassionati ed spalancò un vero e proprio “portone” a quella che sarebbe diventata una vera e propria invasione di massa delle produzioni animate giapponesi nei palinsesti delle TV nazionali e locali.
Questo cartone animato divise il pubblico a metà tra gli appassionati del genere fantascientifico e i genitori preoccupati per la violenza mostrata in questi prodotti per ragazzi; violenza che, a detta di tutti, incitava i ragazzini a seguire tale esempio. Addirittura vi fu una interrogazione parlamentare in proposito mirata a vietare la messa in onda di questo programma, che si risolse in un vero e proprio nulla di fatto e consacrò definitivamente al successo questo cartone animato e, di conseguenza, tutti quelli successivi.
Fu una rottura con gli stereotipi dei cartoni animati precedenti: si era abituati alle animazioni fluide ed eleganti delle produzioni Disney, al buonismo e alle caratterizzazioni stereotipate dei personaggi, alle storie a lieto fine. E alla violenza intesa in senso caricaturale.
Goldrake era una macchina da guerra che difendeva la Terra (nippocentrica) dall’invasione aliena di Vega. Eppure, il suo pilota era un eroe, e non si contano le schiere di ragazzini che sognavano di essere come Actarus (Duke Fleed in originale), e a pochi importava che le animazioni fossero di scarsa qualità, veloci e spigolose, serializzate. A pochi importava quel disegno dei personaggi con gli occhi grandi come padelle. Ma soprattutto, pochi sono stati i ragazzini che sono diventati violenti guardando Goldrake: in realtà, la violenza aveva uno scopo catartico; ma, soprattutto, era il mezzo di difesa contro gli alieni invasori che minacciavano la Terra.
Era ben chiara e netta la distinzione tra i “buoni” ed i “cattivi” (un po’ come accade nei film di Bud Spencer e Terence Hill), ed io che sono cresciuto a “pane e cartoni animati” come molti miei coetanei non sento affatto nessun istinto violento in me.

Dopo quella data del 4 aprile 1978, come detto prima, vi fu una inarrestabile invasione dei cartoni giapponesi: nel settembre 1979 la RAI trasmise un altro grande capolavoro, ovvero Capitan Harlock (credo di sapere qualcosa in merito… fiuuuu) e poi fu la volta di Mazinga Z; poi, tra TV private e locali: Jeeg Robot d’acciaio, Il grande Mazinga, Daitarn 3, Gundam RX-78 … un elenco lunghissimo. E poi anche altre serie non robotiche e dedicate ad un pubblico femminile: vi dice niente il nome Candy Candy? E Lady Oscar?
Ma resta un fatto certo: trenta anni fa iniziava l’invasione. Non aliena e sicuramente pacifica.
Trenta anni fa, questa sigla faceva sobbalzare sulla sedia milioni di ragazzini entusiasti e di genitori preoccupati:

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