(This blog was Wireless Industrial Puppet)
12 February 2008 by Rob

Ancora l’odore del mare…

Ci sono cresciuto, quell’odore per me è inconfondibile.
L’umidità nell’aria, la salsedine… anche la sabbia ha un suo odore inconfondibile.
Mi riporta indietro negli anni, al periodo in cui mi bastava uscire di casa e fare due passi per ritrovare quello stesso odore.
Era un abbraccio caldo, era il contatto più intimo e profondo con me stesso.
Era l’odore della solitudine, che proveniva dall’orizzonte indefinito verso il quale la solitudine stessa si protendeva.
Io, piccolo e grigio, mi incantavo ad osservare come il mare vivesse di luce riflessa e come la sua forma informe si adattasse agli anfratti ma al tempo stesso fosse capace di plasmare quella costa, incurante del tempo enorme e inconcepibile per la mia mente.
Mare amante del cielo.
Azzurro con il cielo sereno.
Grigio, addirittura agitato e rabbioso con il cielo in tempesta.
Romantico e sognante al tramonto.
Tenero, voce sommessa all’alba.

Sono cresciuto vicino al mare, e ogni volta che lo incontro, ricordo me stesso.
Non importa quale sia il mare a cui faccio ritorno, non esiste "il mio mare"…

Il suo odore è rimasto addosso ai miei vestiti e stamattina potevo ancora sentirlo. Ma ora l’odore del mare non sa più di solitudine.
Sa di un abbraccio eterno, delle tue mani che stringono le mie e dei nostri occhi che si aprono all’incanto di questa luce….

R.

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