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	<title>La Vita è Davvero Originale (Rob's Blog)</title>
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	<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 08:42:29 +0000</pubDate>
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		<title>Censura</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 08:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei regimi autoritari la censura politica impedisce a individui, associazioni, partiti e mezzi di informazione di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie a quelle del potere esecutivo. Tale censura si realizza attraverso il divieto di trattare taluni argomenti o attraverso il controllo preventivo dei contenuti divulgati dai mezzi di informazione.
(fonte: Wikipedia)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei regimi autoritari la censura politica impedisce a individui, associazioni, partiti e mezzi di informazione di divulgare informazioni ed esprimere opinioni contrarie a quelle del potere esecutivo. Tale censura si realizza attraverso il divieto di trattare taluni argomenti o attraverso il controllo preventivo dei contenuti divulgati dai mezzi di informazione.<br />
(fonte: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Censura">Wikipedia</a>)</p>
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		<title>L&#8217;utilizzatore finale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 20:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Io non voglio spendere altre parole oltre quelle che si stanno sprecando sulla stampa ancora indipendente e su quella estera.
Questo è il passaggio finale dell&#8217;articolo di Giuseppe D&#8217;Avanzo che appare su Repubblica.it, &#8220;L&#8217;utilizzatore finale&#8221;, e sintetizza perfettamente il mio pensiero e le mie preoccupazioni.

&#8220;Che cosa deve ancora accadere perché la politica, a cominciare da chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non voglio spendere altre parole oltre quelle che si stanno sprecando sulla stampa ancora indipendente e su quella estera.<br />
Questo è il passaggio finale dell&#8217;articolo di Giuseppe D&#8217;Avanzo che appare su Repubblica.it, &#8220;L&#8217;utilizzatore finale&#8221;, e sintetizza perfettamente il mio pensiero e le mie preoccupazioni.</p>
<p><img border="0" src="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-8/vita-disordinata/lapr_16047585_10470.jpg" /></p>
<p>&#8220;Che cosa deve ancora accadere perché la politica, a cominciare da chi ha sempre sostenuto la leadership di Berlusconi, prenda atto che il capo del governo è vittima soltanto di se stesso? Che il suo silenzio non potrà durare in eterno? Che presto il capo del governo, trasformatosi in una sola notte da cigno in anatra zoppa, non è più la soluzione della crisi italiana, ma un problema in più per il Paese. Forse, il dilemma più grave e più drammatico se non si riuscirà a evitare che la crisi personale di una leadership divenga la tragedia di una nazione.&#8221;</p>
<p>(Giuseppe D&#8217;Avanzo - Repubblica.it 18 giugno 2009)</p>
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		<title>Rockstar</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quando dico che un giorno sarò una rockstar, ecco cosa intendo:

ihihih XD!
R.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando dico che un giorno sarò una rockstar, ecco cosa intendo:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/icIygHdSGFc&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/icIygHdSGFc&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>ihihih XD!</p>
<p>R.</p>
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		<title>Teicfaiv&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei suonare il basso così:

&#8230; e aggiungo: VOGLIO UNA LOOP-STATION!&#8230;
R.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei suonare il basso così:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/emzBOpfUOWw&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/emzBOpfUOWw&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>&#8230; e aggiungo: VOGLIO UNA LOOP-STATION!&#8230;</p>
<p>R.</p>
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		<title>Se avessi sedici anni</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho capito, finalmente, qual&#8217;è il motivo di tanto mal di fegato che mi attanaglia da mesi e che, a fatica, sto tenendo a bada. L&#8217;ho capito, e questa comprensione mi ha colto come una fulgida illuminazione proprio questa mattina, appena sveglio: ho mal di fegato perchè non ho più sedici anni.
No, non sono così decrepito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho capito, finalmente, qual&#8217;è il motivo di tanto mal di fegato che mi attanaglia da mesi e che, a fatica, sto tenendo a bada. L&#8217;ho capito, e questa comprensione mi ha colto come una fulgida illuminazione proprio questa mattina, appena sveglio: ho mal di fegato perchè non ho più sedici anni.<br />
No, non sono così decrepito da soffrire di malattie croniche solo perchè ho 32 anni (quasi), non è quella l&#8217;associazione di idee che ho fatto&#8230; è un&#8217;altra.<br />
Il problema vero è un altro: come tante persone in questa italia di Merda (con la &#8220;i&#8221; minuscola e la &#8220;M&#8221; maiuscola, non è un errore di battitura!), vivo in una situazione dove si è costretti ad accettare qualsiasi tipo di sopruso lavorativo e abitativo, pur di non perdere quella minima sicurezza di un contratto di lavoro o un tetto sulla testa. E, appunto, come tante altre persone devo inghiottire rospi e bocconi amari, somatizzando l&#8217;indigesta situazione e trasformandola in indigestione vera, fisica.<br />
Non posso rifiutarmi di mangiare questa minestra, perchè buttarmi dalla finestra, a 32 anni, è talmente tanto pericoloso da indurmi ad accettare il male minore; in gioco non c&#8217;è solo la mia sussistenza, perchè bene o male sono sempre riuscito a cavarmela, ma tutto il futuro di cui mi voglio far carico. Il progetto di una vita, la speranza di trasformarla in qualcosa di meglio per me e per la persona a me più cara, e il duro lavoro che sto svolgendo per realizzare questa speranza sono un peso sopportabile, visto lo scopo bellissimo che voglio raggiungere; ma quello che non sopporto è di dover inghiottire sassi e digerirli, e vedere questi &#8220;sassi da inghiottire&#8221; come un ostacolo che mi tiene ancora lontano dai miei veri obiettivi.</p>
<p>Tuttavia, sopporto e mando giù&#8230; ed è questo il punto centrale di questo mio ciarlare lamentoso. Mando giù, chino la testa, e lascio esplodere all&#8217;interno il malessere per questa situazione senza poterlo sfogare all&#8217;esterno, e soprattutto&#8230; <em>senza potermi ribellare</em>.<br />
Come mi ribellavo a 16 anni.</p>
<p>I soprusi, piccoli o grandi che fossero, ho incominciato ad assaggiarli a quell&#8217;età. Una insegnante di italiano che trattava le persone con due pesi e due misure e si accaniva sui deboli e remissivi per un sadico piacere che può solo provare chi sta per andare in pensione e si sente intoccabile. Mi alzai in piedi, un giorno in classe, colpì il banco con un pugno con tutta la forza che avevo e le urlai in faccia l&#8217;indignazione mia e di tutta la classe che, fino a quel momento, era rimasta  inespressa. Lo feci per difendere un compagno di classe, non me, lo feci perchè andava fatto&#8230; e perchè il malessere per quel sopruso non doveva covare dentro di me. E affrontai le ovvie conseguenze (culminate con la bocciatura) a testa alta e sopportando la rabbia (giusta) dei miei genitori e l&#8217;isolamento in cui tutti i miei compagni di classe mi fecero piombare per evitare che fossero &#8220;toccati&#8221; dalla vendetta della professoressa. Affrontai tutto queto a testa alta, ripeto, perchè ero con la coscienza a posto e sorretto dal coraggio delle mie azioni.<br />
Che bei tempi! Come quando urlai il mio sdegno anti-clericale in faccia ad un pretonzolo da due soldi, beccandomi una &#8220;scomunica&#8221; sulla quale rido ancora su! O come quando feci di testa mia e me ne andai da Lecce (scelta che si rivela sempre più giusta e che, alla lunga, anche i miei stanno apprezzando) per ribellarmi a decisioni che, in fondo, non avevo preso di mia spontanea volontà.<br />
Si, il dolce gusto della giusta ribellione! Quello è ciò che mi manca oggi&#8230; E ci pensavo mentre venivo a lavoro.<br />
Oggi si consumerà l&#8217;ennesimo sopruso lavorativo, e non potrò&#8230; non <em><strong>DOVRO&#8217;</strong></em> reagire. Già mi fa male il fegato al pensiero.</p>
<p>La situazione è questa: io lavoro per una piccola società, che mi manda a lavorare come &#8220;consulente&#8221; presso altre società. Ma non direttamente&#8230; per arrivare a lavorare da un &#8220;cliente&#8221; devo prima passare attraverso un gioco di scatole cinesi, ovvero&#8230; c&#8217;è una società medio-grossa che ha come cliente una grossa società di Telecom(r)unicazioni,  che prende consulenti da una società media che, a sua volta, prende consulenti da una società piccola che alla fine mi paga lo stipendio. Dunque, facendo due conti&#8230; sul mio lavoro ci guadagnano ben 4 persone che non fanno altro che fare delle telefonate e mandare e-mail, mentre io alla fine prendo il mio stipendiuccio passando 12 ore al giorno fuori casa. Stipendiuccio che non puo&#8217; aumentare perchè &#8220;non ci sono margini di guadagno&#8221;. Ok. Il lavoro è questo. Le cose vanno così. Bisogna che un po&#8217; tutti &#8220;mangino&#8221;. E ora, la società media che mi ha preso &#8220;in prestito&#8221; dalla mia piccola società, ha deciso che la cosa gli costa troppo e mi manderà a casa, sostituendomi con un&#8217;altra persona. Vabeh, fin qua è &#8220;normale&#8221;, anche se non dovrebbe esserlo&#8230; ma non divaghiamo! Quello che mi ha dato <strong>veramente fastidio</strong> è questo: io sono venuto a lavorare qui dove lavoro un anno fa, e  nessuno mi ha fatto il permesso per entrare, non mi hanno dato le utenze per lavorare, non mi hanno dato neanche la scrivania e, peggio che peggio, il &#8220;capo&#8221; di questo ufficio non mi ha mai rivolto la parola e non mi ha mai affidato un lavoro, lasciando che fosse il buon cuore dei colleghi a mettermi in condizione di lavorare e di fare qualcosa. Ho finito con il fare &#8220;lavori di concetto&#8221;, e la situazione non è neanche cambiata nel corso di questo anno: facevo lavori di concetto all&#8217;inizio e continuo a farli ad oggi&#8230;  è già deprimente così com&#8217;è. Ma quello che mi ha mandato in bestia ora è che il nuovo arrivato non è ancora arrivato e ha già il permesso, le utenze, la scrivania e tutto quanto gli serve per lavorare. <strong><em>Dio maiale influenzato</em></strong>, mi fermo perchè non voglio trasformare in lagna questo post già lagnoso di per sé.<br />
Il punto è che se ragionassi come quando avevo 16 anni, non avrei accettato una simile situazione così a lungo, e mi sarei ribellato con forza. Con decisione, magari un po&#8217; violenta. E senza alcuna paura delle conseguenze.<br />
Questa volta non ho potuto, spinto anche da un discorsetto paternale della mia società che mi ha chiesto, letteralmente, di &#8220;tenere la posizione&#8221;. Certo, perchè questa &#8220;posizione&#8221; fruttava un po&#8217; di soldini alla mia società, e questo argomento purtroppo è disarmante.</p>
<p>Non ho più sedici anni, e devo convivere con un grosso mal di fegato perchè la mia ribellione, ora come ora, non può che esplodere all&#8217;interno.<br />
E brucia.</p>
<p>Rob.</p>
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		<title>Me dispiace&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 06:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-406" title="Si commenta da sola" src="http://www.capitanharlock.com/weblog/wp-content/uploads/2009/04/vauro-berlusconi_marchese_del_grillo.jpg" alt="Si commenta da sola" width="322" height="400" /></p>
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		<title>Eppure non siamo così diversi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 16:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non so come, non so perchè, non so quale via oscura mi abbia portato sulle tracce di questo video, tuttavia&#8230; appena l&#8217;ho visto ho pensato questo:
Loro erano i Beatles e noi siamo i Factotum.  Però, non siamo così diversi&#8230; anche loro cazzeggiavano durante le prove!
Con questo&#8230; non intendo mostrarmi presuntuoso perchè se loro erano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so come, non so perchè, non so quale via oscura mi abbia portato sulle tracce di questo video, tuttavia&#8230; appena l&#8217;ho visto ho pensato questo:</p>
<p><em>Loro erano i Beatles e noi siamo i Factotum.  Però, non siamo così diversi&#8230; anche loro cazzeggiavano durante le prove!</em></p>
<p>Con questo&#8230; non intendo mostrarmi presuntuoso perchè se loro erano i grandi Beatles ci sarà pure un motivo, e se noi siamo solo i Factotum è perchè i tempi sono cambiati troppo. Magari allora avremmo avuto una possibilità di emergere come l&#8217;hanno avuta loro, ma vabeh&#8230; nessuna divagazione.<br />
Il punto centrale è questo: anche loro, come noi, si <em>divertivano</em> mentre suonavano. La musica era arte, creatività, evasione dalla realtà&#8230; e anche divertimento.<br />
E, a parte la quantità di dischi venduti, non ci vedo troppa differenza tra noi e i Beatles. Almeno per quanto riguarda l&#8217;atteggiamento nei confronti della musica&#8230;</p>
<p> <img src='http://www.capitanharlock.com/weblog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ey64bKA2mKA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Ey64bKA2mKA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Non è questione di bicchieri</title>
		<link>http://www.capitanharlock.com/weblog/2009/03/non-e-questione-di-bicchieri/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono due modi di vedere la mia vita attuale, due punti di vista opposti e spesso contrastanti. Se la guardo dal basso, la mia vita appare rosea, quasi un ideale: ho un lavoro decente e pagato in maniera dignitosa,  ho un tetto sotto cui riposare, ho di che vestirmi, ho una macchina, la salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due modi di vedere la mia vita attuale, due punti di vista opposti e spesso contrastanti. Se la guardo dal basso, la mia vita appare rosea, quasi un ideale: ho un lavoro decente e pagato in maniera dignitosa,  ho un tetto sotto cui riposare, ho di che vestirmi, ho una macchina, la salute mi sostiene nonostante tutti i guai piccoli e grandi che a volte mi capitano, non ho handicap fisici che mi impediscano di fare una vita normale&#8230; e più vado avanti ad elencare le cose positive, più ce ne sono.  E, cosa più importante, ho una persona accanto che mi ama, e che amo con tutto me stesso&#8230; e questo rende la mia vita meravigliosamente completa.</p>
<p>Tuttavia, se cambio prospettiva e osservo la mia vita dall&#8217;alto delle mie aspirazioni, scopro che la maggior parte di esse sono disattese.<br />
Il tetto sulla mia testa non è mio, e non è una sistemazione che mi soddisfa&#8230; non rappresenta uno spazio confortevole, non è <em>il mio spazio</em> nel quale rifugiarmi, non vivo accanto alla persona che amo. E questo discorso si estende anche alla città in cui vivo, e che a malapena sopporto.<br />
Il lavoro non progredisce come avrei voluto, è soffocato in parte dalla &#8220;crisi&#8221; che la nostra società sta passando, e in parte da tanti altri fattori che non sto ad elencare, ma che vanificano ogni mio sforzo di migliorare la  situazione lavorativa. Perchè doverla migliorare, se poc&#8217;anzi ho detto che è più che soddisfacente? Semplice: ora come ora, non posso pensare a farmi una famiglia o ad avere una casa tutta mia. Male comune, certo, ma non per questo meno sopportabile&#8230;<br />
Della salute non parlo, sto uscendo ora da una brutta crisi al fegato&#8230; Certo, ne sto uscendo sano e salvo, e magnificamente a quanto pare, ed è un bene che io mi sia spaventato; Ho un motivo per rigar dritto d&#8217;ora in avanti. Tuttavia, non è la salute fisica a preoccuparmi: quella, alla fin fine, c&#8217;è. Mi preoccupa la mia salute mentale, e i problemi che da una vita mi porto appresso. L&#8217;inquietudine, e la profonda insoddisfazione verso me stesso che fanno da filo conduttore della mia vita. E&#8217; l&#8217;insoddisfazione per quello che ho che mi ha spinto a numerose scelte (a volte sbagliate, a volte no) che hanno modellato la mia vita attuale, e questa profonda insoddisfazione è la causa principale del mio malessere, e oltretutto mi fa scrivere queste righe.</p>
<p>Ho parlato di sogni infranti e di speranze disattese. Già. Un essere umano dovrebbe compiere azioni e fare scelte in base alle sue aspirazioni, in base ai suoi sogni e alle sue speranze. Da bambini ci si immagina spesso quale sarà il proprio lavoro futuro, e si sogna di poterlo fare. Spesso si cambia idea, certo, e ancora più spesso si cambia idea  molte volte; fino a quando, intorno ai 12-13 anni, ci si trova a dover scegliere in parte il proprio futuro.<br />
Così accade che l&#8217;ansia di dover operare questa scelta confonda le idee, e come ulteriore fattore di ansia si aggiungono alle proprie aspettative e i propri sogni, le aspettative ed i sogni dei propri genitori e di chi ci circonda.</p>
<p>A sei anni, quando ho visto per la prima volta un computer, dissi che avrei voluto fare il programmatore. Non mi interessava tanto la parte tecnica, quanto la possibilità di poter <em>creare</em> (con il computer&#8230; ) qualsiasi cosa mi fosse venuta in mente. E di immaginazione, allora come ora, ne avevo tanta.<br />
Però, sempre in quel periodo, cominciavo ad avvicinarmi agli strumenti musicali con curiosità. Un pianoforte in casa di mia zia, una diamonica, un flauto. E la musica mi veniva fuori.<br />
E la musica mi era entrata nel cuore senza che ancora lo sapessi.</p>
<p>Dovetti fare i conti con una situazione in cui non si poteva tanto decidere. C&#8217;erano pochi soldi in famiglia, e non era possibile permetterci di comprare uno strumento musicale che non fosse un giocattolo.  Bisognava pensare alle &#8220;<em>cose serie</em>&#8220;, la musica non dava da mangiare. E così, il piccolo Roberto doveva reprimere la sua passione per la musica prima ancora di sapere di doverlo fare per tutta la vita.</p>
<p>Alle medie la situazione non cambiò, ma la mia passione per la musica e la voglia di farla diventare la mia vita crescevano di pari passo. Però non riuscii a far sì che i miei cari prendessero sul serio questo mio sogno, e non ci sono mai riuscito. L&#8217;adolescente Roberto era un futuro ingegnere agli occhi dei suoi genitori, un piccolo genietto nei confronti di qualsiasi cosa fosse tecnologico. L&#8217;adolescente Roberto sognava anche di volare sugli aerei, all&#8217;epoca, ma dovetti desistere quando compresi di non essere fisicamente in grado di poterlo fare davvero per colpa della vista. Eppure, quella delusione non mi ha mai segnato così profondamente, al punto che oggi ne rido&#8230; ma non mi va di divagare ulteriormente.<br />
L&#8217;adolescente Roberto non doveva studiare musica, perchè non era una cosa seria.</p>
<p>Ora la smetto, questa storia sembra tutta una lagna inutile anche ai miei occhi. E sembra una pericolosa accusa nei confronti di chi, invece, cercava di fare solo il mio bene.<br />
Il punto di tutto questo discorso è un altro, e riguarda la prospettiva dalla quale devo decidere di guardare la mia vita. Dal basso, o dall&#8217;alto?<br />
Non è una questione di bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti, perchè nessun bicchiere sarà mai abbastanza pieno per nessuno e ciascuno di noi esseri umani, ad un certo punto della propria vita, soffre in misura maggiore o minore della <em>sindrome dei rimpianti</em>. Avrei potuto, avrei dovuto, come sarebbe stato se&#8230; tutte frasi da bicchiere mezzo vuoto, e chi invece si ostina a guardarlo mezzo pieno non fa altro che cercare (e infine trovare) una consolazione ai propri rimpianti, altrimenti questi stessi rimpianti gli corroderebbero l&#8217;anima e gli farebbero scrivere a tinte fosche come oggi sto facendo. E potenzialmente rovinerebbero tutto ciò che di buono rimane, rovinandogli la vita.<br />
Ripeto, non è una questione di bicchieri. Io amo e apprezzo tutto ciò che ho, e sono sinceramente contento di non avere guai. C&#8217;è solo un grande sogno infranto, una grande speranza disattesa&#8230; così grandi da rendere profondamente amaro il rimpianto di non essere riuscito a inseguire quella speranza e realizzare quel sogno. Ed è così amaro il rimpianto da farmi dubitare sulla grandezza del mio amore per la musica&#8230; Se l&#8217;amo così tanto, perchè sono stato così poco tenace? Avrei potuto insistere e far sì che mi lasciassero studiare. Avrei dovuto sacrificarmi di più invece di perdere così tanto tempo. Come sarebbe stato se non avessi  lasciato decidere gli altri al posto mio?<br />
Avrei potuto&#8230; avrei dovuto&#8230; come sarebbe stato se&#8230; eccomi impelagato nelle sabbie mobili del rimpianto.<br />
No, i bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti li lascio ai filosofi, a chi non fa ragionamenti da due soldi come li faccio io. E poi, con tutto questo riflettere non risolvo nulla; forse, in parte, mi consola l&#8217;idea di avere ben chiaro qual&#8217;è il mio problema: in quanto musicista, non so accettare quel che sono ora. E di conseguenza ho ben chiara anche la soluzione, ma non so accettare neanche quella.<br />
Nonostante tutto, anche se dovessi farmi del male, io continuerò a suonare.</p>
<p>R.</p>
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		<title>foglia morta in cerca del sole</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
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foglia morta in cerca del sole, inserito originariamente da vernina.roberto.


Ieri, dopo tantissimo tempo, ho fatto un fotomontaggio artistico. Ma per la prima volta, ho usato una foto fatta da me.
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<a href="http://www.flickr.com/photos/tochiroooyama/3330976966/" title="photo sharing"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3597/3330976966_d4d00393d1.jpg" style="border: solid 2px #000000;" alt="" /></a><br />
<br />
<span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/tochiroooyama/3330976966/">foglia morta in cerca del sole</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/tochiroooyama/">vernina.roberto</a>.</span>
</div>
<p>
Ieri, dopo tantissimo tempo, ho fatto un fotomontaggio artistico. Ma per la prima volta, ho usato una foto fatta da me.<br />
Non è nulla di speciale, c&#8217;è tanto di meglio in giro (per quello che riguarda la foto, e anche per la &#8220;fattura&#8221; del ritocco), però ne vado abbastanza fiero.<br />
E, soprattutto, mentre ci lavoravo avevo in testa una canzone ben precisa&#8230; un brano Jazz che amo, che ho sempre amato.<br />
Malinconico, triste, suonato con le tinte marroni e arancio dell&#8217;autunno.<br />
&#8220;Autumn Leaves&#8221; appunto.<br />
L&#8217;autunno che lascia cadere le foglie, e le foglie morte traggono in inganno con la loro malinconia. Sembra che tutto stia finendo, ogni sorriso va in letargo e i pensieri diventano grigi.<br />
L&#8217;allegria del Natale (per chi ci crede), qualche sprazzo a carnevale (per i bambini che riescono ancora a divertirsi) e poi arriva questo momento. L&#8217;attesa della primavera. E quando tarda a farsi sentire, il mio animo urla spazientito. Vorrei inondare di sole me e chi mi circonda, ma ancora non ci riesco.<br />
Passerà.<br />
Ma anche le foglie morte cercano gli ultimi raggi di sole, ed io non ho mai smesso di sperare che le cose vadano meglio. Mai.<br />
Tutto andrà bene, me lo sento&#8230; e intanto, mi lascio cullare da questa musica che amo, e che amerò sempre suonare.<br />
Il testo non ha a che fare con me&#8230; ma resta drammaticamente poetico. E bellissimo.</p>
<p>&#8220;Autumn Leaves&#8221; (versione cantata da Nat King Cole. Testo in inglese di Johnny Mercer. Testo in francese di Jacques Prevert. Musica di Joseph Kosma)</p>
<p>The falling leaves drift by the window<br />
The autumn leaves of red and gold<br />
I see your lips, the summer kisses<br />
The sun-burned hands I used to hold</p>
<p>Since you went away the days grow long<br />
And soon I&#8217;ll hear old winters song<br />
But I miss you most of all my darling<br />
When autumn leaves start to fall</p>
<p>C&#8217;est une chanson, qui nous ressemble<br />
Toi tu m&#8217;aimais et je t&#8217;aimais<br />
Nous vivions tous, les deux ensemble<br />
Toi que m&#8217;aimais moi qui t&#8217;aimais<br />
Mais la vie spare c&#8217;eux qui s&#8217;aiment<br />
Tout doucement sans faire de bruit<br />
Et la mer efface sur le sable les pas des amants dsunis.</p>
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		<title>Lezioni di ita(g)liano</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 16:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rob</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[mio]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so perchè, ma oggi mi è venuta in mente questa scenetta&#8230;

XD
Rob.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so perchè, ma oggi mi è venuta in mente questa scenetta&#8230;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iALBIF4MJMQ&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iALBIF4MJMQ&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>XD</p>
<p>Rob.</p>
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